Un valore allo scoliometro inferiore a 5° è in genere considerato basso. In Italia 5° ATI (o 5 mm di gibbo) è la soglia indicata dalla Consensus Conference nazionale del 2002 per prescrivere una radiografia. Sono indicazioni di screening — non una diagnosi, e non una misura della curva del rachide.
Lo scoliometro registra l’angolo di rotazione del tronco (ATR): di quanto un lato del tronco si solleva rispetto all’altro quando la persona si piega in avanti. Poiché misura la rotazione sulla superficie della schiena e non il rachide in sé, un valore si interpreta soprattutto come segnale sull’opportunità di ulteriori accertamenti — non come un numero che descrive il rachide.
| Valore | Interpretazione comune | Passo successivo abituale |
|---|---|---|
| 0°–4° | Basso; piccole asimmetrie sono frequenti nella popolazione generale | Proseguire con controlli di routine, in particolare durante la spinta puberale |
| 5°–6° | Il riferimento italiano: la Consensus Conference coordinata dalla SIMFER indica almeno 5° ATI o 5 mm di gibbo per prescrivere la radiografia | Ripetere con cura la misura; richiedere una valutazione professionale |
| 7° o più | La soglia di invio più diffusa a livello internazionale, ben sopra il riferimento italiano | Richiedere una valutazione professionale |
| Aumento di 2° o più | Segnale di evoluzione, indipendentemente dal valore assoluto | Richiedere una valutazione professionale |
Una soglia di screening è sempre un compromesso. Se è troppo bassa, molti ragazzi sani vengono inviati a un esame radiologico di cui non hanno bisogno; se è troppo alta, sfuggono curve che avrebbero tratto beneficio da un’attenzione precoce. A livello internazionale la maggior parte dei programmi si è assestata intorno ai 7°, con 5° per i bambini in sovrappeso, nei quali una curva si nasconde più facilmente. Il riferimento italiano è più sensibile: la Consensus Conference nazionale del 14 giugno 2002, coordinata dalla SIMFER, raccomanda «di ricorrere ad un valore soglia non superiore a 5°» e indica «almeno 5° ATI o 5 mm di gibbo per la prescrizione della radiografia». Programmi e clinici possono adottare valori leggermente diversi, e i risultati dipendono da età, maturità scheletrica, tipo di curva e costanza della misura.
In Italia non esiste un programma nazionale di screening per la scoliosi: l’Istituto Superiore di Sanità elenca soltanto i programmi per mammella, cervice e colon-retto. La medicina scolastica prevista dal DPR 264/1961 si è progressivamente ridotta ed è oggi materia regionale. Va detto con chiarezza che nessun documento attesta l’esistenza — né la successiva soppressione — di un programma nazionale dedicato alla scoliosi. In Campania il modulo del bilancio di salute riporta la voce «Scoliosi SI ☐ NO ☐» ai controlli degli 8-10 e dei 12-13 anni; per le altre regioni non abbiamo verificato la presenza di una voce analoga.
Il riferimento italiano sul valore soglia è la linea guida nazionale nata dalla Consensus Conference del 14 giugno 2002, coordinata dalla SIMFER insieme alla SIOT e ad altre otto società scientifiche. Il documento raccomanda «l’utilizzo dello Scoliometer di Bunnel», invita a «ricorrere ad un valore soglia non superiore a 5°» e indica «almeno 5° ATI o 5 mm di gibbo per la prescrizione della radiografia». Due precisazioni oneste: la raccomandazione va attribuita alla SIMFER e alle società firmatarie, non al Ministero; e quel documento non compare nell’attuale registro SNLG, quindi non possiamo affermare che sia tuttora formalmente in vigore. Resta il riferimento italiano più autorevole e citato, e spiega perché in Italia si parli di 5° ATI dove altrove si citano 7°.
Una nota sul lessico, utile quando si prende un appuntamento: in Italia il valore viene spesso chiamato ATI (angolo di inclinazione del tronco) prima ancora che ATR, la sporgenza osservata in flessione si chiama gibbo, e il percorso abituale parte dal pediatra di libera scelta o dal medico di medicina generale, che rilascia l’impegnativa per la visita fisiatrica. Non esiste una cifra ufficiale di prevalenza per l’Italia.
Un valore è un’istantanea. Una serie raccolta allo stesso modo, dalla stessa persona, a intervalli costanti, è molto più informativa. Un ATR che sale in modo costante nell’arco di qualche mese è significativo anche se ogni singola misura sembra ancora contenuta — mentre un valore che si impenna una volta e poi torna al livello di partenza riflette più probabilmente la tecnica che un reale cambiamento. Per questo vale i pochi secondi in più annotare la data, la regione misurata e chi ha misurato. Per la tecnica, vedi come usare lo scoliometro.
Nei bambini e negli adolescenti la questione è l’evoluzione durante la crescita, perciò le misure si ripetono più spesso — ogni due-quattro settimane circa durante la spinta puberale — e un andamento in aumento viene affrontato tempestivamente. Negli adulti la crescita scheletrica è conclusa e i cambiamenti tendono a essere più lenti, guidati da fattori degenerativi più che dalla crescita; un monitoraggio mensile è di norma sufficiente, prestando attenzione ai sintomi oltre che al numero. In entrambi i casi le soglie indicate sopra sono un punto di partenza per il confronto con un professionista, non un sostituto.
Chieda una valutazione se un valore raggiunge la soglia di invio, se i valori aumentano nel tempo, o se nota spalle asimmetriche, una scapola sporgente, un fianco irregolare o un gibbo visibile piegandosi in avanti. Evoluzione e gestione appropriata variano da persona a persona; una visita specialistica è il modo per stabilire che cosa significhi un valore per una persona specifica.
Disponibile per iPhone e Android.
Riferimento: van West HM, Herfkens J, Rutges JPHJ, et al. The smartphone as a tool to screen for scoliosis, applicable by everyone. European Spine Journal 2022;31:990–995. Lo studio ha valutato lo screening dell’ATR tramite smartphone come metodo e non ha valutato alcuna applicazione specifica.